Moleskine cafè, tra arte e vita di Linda Fiumara

La verità è che con in mano una Moleskine, quel delizioso taccuino dalla morbida copertina nera, ci sentiamo tutti un po’ artisti. Ci sentiamo come Van Gogh o Hemingway che riempivano di disegni e parole le linde pagine color avorio dagli angoli arrotondati. Il nome Moleskine arriva poi da un altro grande artista: lo scrittore girovago Bruce Chatwin.

A Milano è possibile fare incetta dei deliziosi taccuini, non solo nella versione nera, ma anche nelle special edition, sempre nuove e diverse, nei vari periodi dell’anno, e sorseggiare un buon caffè accompagnato magari da un fragrante biscottino, in un ambiente confortevole, curato, che concili la calma, la meditazione e i pensieri profondi, così da farci dire di aver trovato un piccolo angolo di paradiso.

Al Moleskine Caffè in via Garibaldi è possibile arrivare in qualsiasi momento della giornata: si può fare colazione, un piccolo pasto, consumare un aperitivo o il brunch domenicale. Ma si può anche bere un tea o un caffè e lavorare nelle varie zone, curiose, stravaganti e eleganti che offre la struttura. C’è un corner, con gli ultimi prodotti esposti, al piano terra c’è spazio per eincontri di formazione, workshop; nel mezzanino è allestita una zona sofà per garantire maggiore relax, ma anche concentrazione e ulteriore quiete. Infine lo spazio esterno, con tavolini da cui rimanere a guardare la vita che continua a scorrere e – magari – prendere appunti.Infine l’area al pian terreno, quella proprio di fronte al bar vero e proprio, è dedicata a mostre incentrate in particolare sulle prime fasi del processo creativo. Schizzi, appunti e concept di architetti, designer, illustratori, registi e innovatori, affermati o emergenti, sono il punto di partenza di una serie di esposizioni temporanee che svelano il processo creativo nel suo divenire, come sfogliando le pagine di un taccuino. Di una Moleskine.

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