Il centro culturale Shaolin

Milano mi stupisce ancora: ho scoperto un luogo che mi ha riempito il cuore e l’anima.

In via Teglio 11 si trova il centro culturale Shaolin.

Per un giorno mi sono immersa in quest’antica filosofia orientale.

Shàolín è una tradizione Buddhista.

Il fondatore fu il Patriarca buddhista Bodhidharma (“Damo” in lingua cinese), intorno al 500 d.C.

Nel 2010 è stata riconosciuta Patrimonio Culturale UNESCO dell’Umanità.

 

La parola Shàolín è composta da due caratteri cinesi: “Shao” – “Lin”, che costituiscono in realtà la forma

abbreviata della frase “Nella profondità della foresta che si sviluppa sulla collina Shao-shi”. Scopo dello

Shàolín è insegnare a mente e corpo a essere uno: a non utilizzare le proprie abilità contro gli altri,

ma imparare ad essere e vivere insieme a loro, in armonia.

L’immensa cultura Shàolín è sintetizzata da

tre aspetti fondamentali, miscela unica di spiritualità, saggezza e coraggio:

CHAN, che è la Meditazione;

YI, la medicina tradizionale cinese e l’alimentazione vegana;

WU, che sono le arti marziali Gong-fu.

 

  1. Il Primo Pilastro: CHAN (Meditazione)

L’anima dello Shàolín è radicata nella saggezza del Buddhismo Chán e il substrato fondamentale del sistema

Shàolín è la meditazione.

Un esempio di tecnica meditativa è l’immaginare “pietre, sassi,

sabbia e polvere sottile che cadono in fondo al mare, così tutto il materiale psichico decanta in fondo alla mente”.

 

  1. Il Secondo Pilastro: YI (Medicina Tradizionale Cinese e Alimentazione)

La medicina Shàolín Chán è un’antica scuola le cui basi derivano dall’integrazione della cultura medica indiana con quella cinese.

Una parte importantissima della cura del corpo è l’alimentazione, nutrimento del corpo e dell’anima.

Èvegana innanzitutto, perché Buddha insegnò la compassione: nelle Sacre Scritture buddhiste

è scritto che “mangiare la carne distrugge il seme della grande compassione”.

Il consumo di carne genera un eccesso di Qi fuoco (energia vitale negativa) nel Dan-Tian mediano (il centro

energetico del cuore), rendendo il corpo troppo Yang (agitato), emotivamente dipendente e con ridotta

aspettativa di vita.

 

Alcune sostanze, come l’alcol, possono interferire direttamente con la lucidità mentale, stimolare la sfera

emotiva e indebolire quella meditativa.

L’alimentazione vegana, al contrario, pacifica la mente emotiva e sviluppa la mente meditativa: i monaci

Shàolín sono vegani per rispetto verso la vita in tutte le sue forme e per favorire una buona salute

psicofisica, la longevità ed un livello di energia e forza fisica ottimale.

Altro aspetto importantissimo è quello del crudismo: quest’ultimo prevede che i cibi vengano trattati

o cotti ad una temperatura non superiore ai 42 gradi, la stessa del nostro sangue nel momento della morte.

 

  1. Il Terzo Pilastro: WU (Arte marziale)

Lo Shàolín Gong-fu (o kung fu) è un sistema marziale sviluppatosi nell’ambiente culturale

buddhista del Tempio Shàolín.

Comprende diversi livelli di abilità, che prevede 72 serie di competenze uniche e tecniche speciali.

Oltre ad attenersi rigidamente ai precetti spirituali del Chan, i Monaci Shaolin osservano scrupolosamente il

codice del guerriero relativo al corretto comportamento da tenere nei confronti di se stessi e degli altri, che

esige in sintesi l’onestà, la tolleranza e la compassione.

 

5 sono i principi Shàolín che qualsiasi monaco deve scrupolosamente osservare.

 

– Non uccidere nessun essere vivente;

– Non rubare;

– Non condurre vita sessuale immorale;

– Non mentire;

– Non bere alcool e non mangiare carne.

 

La giornata del Monaco Shaolin è molto equilibrata in quanto guidata dalla disciplina che ne regola l’esistenza, in modo che niente venga trascurato.

Otto ore sono dedicate alle necessità del corpo, come mangiare,

dormire, lavarsi i vestiti, pulire la propria stanza ecc..; otto ore sono dedicate ai doveri sociali, come

lavorare, svolgere il proprio servizio per il Monastero, praticare il kung-fu, accudire i bambini o i Maestri

anziani; e otto ore sono interamente dedicate alla pratica spirituale, che include l’adorazione del

Signore Buddha nel Tempio, la meditazione, la recitazione del nome divino del Signore Buddha (Chou) sulla

corona (mei-kuei-king), lo studio dei Testi Sacri, e la preghiera. Questa vita regolata è necessaria, perché

senza regole anche la virtù scivola nel vizio. Nella vita umana, il tempo e l’energia sono limitati, perciò è

saggio pianificare il loro l’utilizzo, per ottenere il massimo risultato dai propri sforzi. Ciò vale anche nella

vita spirituale che non va lasciata al caso, bensì coltivata con cura e attenzione.

Praticando la meditazione ci si distacca gradualmente da ogni concezione materiale. Poi, con la mente e

l’intelligenza spirituali, si realizza l’Anima Suprema e ci si stabilisce nel samadhi (estasi).

Sono stata al centro culturale shaolin e mi sono immersa nella cultura dei monaci.

Mi ha emozionato soprattutto lo Shàolín Róu-Quán, un esercizio ideo-motorio appartenente al vasto corpo

tecnico terapeutico e marziale del Tempio Shàolín, che attraverso un’esatta combinazione di respirazione controllata

e movimenti del corpo, sviluppa rapidamente la forza interna (Qì).

Nel praticare questa disciplina, tre sono i livelli su cui si può lavorare:

  1. Livello Terapeutico

Obiettivo principale: mantenimento o recupero della salute psicofisica.

A questo livello si sfrutta principalmente l’aspetto Yīn dell’arte, cioè rilassamento,

quiete mentale, movimento lento e libera circolazione del Qì nel corpo.

  1. Livello Marziale

Obiettivo principale: abilità marziale. Avendo conseguito i benefici del livello precedente, sfrutta anche l’aspetto Yáng

dell’arte, cioè lo sviluppo della forza elastica interna (Jìn) e il raffinamento dell’intenzione (Yì).

  1. Livello Mistico

Obiettivo principale: coltivazione spirituale attraverso la trasformazione dei “3 Tesori” (Jīng, Qì e Shén).

 

 

 

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