Al Nuovo Un Americano a Parigi

“Alcuni dicono di amare il teatro perché trovano piacevole trascorrere una serata fuori tra bella gente più o meno intellettuale. Altri amano il teatro perché vogliono immergersi in storie non proprie, ma che li fanno sognare. Alcuni dicono di amare il teatro perché permette il contatto diretto con il mondo degli attori: vite fantastiche che suscitano un po’ di invidia.

Certo si può dire tutto questo, ognuno di questi motivi ha il suo diritto a essere.

Io, però, quando dico che amo il teatro intendo un’altra cosa. Io amo il teatro vissuto dall’interno, amo la sua fatica, i suoi problemi, le sue rinunce, le estenuanti difficoltà, le sue delusioni, i suoi trionfi, le sue attese, i suoi dubbi, i suoi eccessi, i suoi isterismi, le sue contraddizioni.

Amo il teatro perché è tutto questo, così come lo è la vita. Non ho mai pensato, facendo del teatro, di fare qualcosa di divertente e di facile.

Il teatro è una sfida continua, un mezzo per misurarsi, per sottoporsi al giudizio degli altri, senza fughe o ipocrisie; un modo per esprimersi, farsi conoscere fin nelle pieghe più nascoste, per accettarsi anche negli infiniti limiti e farlo sorridendo.

Come in un gioco. Un gioco molto serio.” (Sara di Segni)

E in effetti non potrei essere più d’accordo

Dal 9 al 19 Marzo è in scena a teatro “Un americano  a Parigi”.

Noi ci siamo stati.

“Un Americano a Parigi”, spettacolo di varietà per la regia di Enzo Sanny, è liberamente ispirato all’omonimo film (“An American in Paris”, 1951, con Gene Kelly) di Vincent Minnelli, grande regista del cinema classico nonché una delle più grandi glorie italo-americane (fra i titoli più celebri si ricordano “Meet Me in Saint Louis” con Judy Garland e “The Band Wagon” con Fred Astaire e Cyd Charisse) nonché padre dell’iconica Liza Minnelli.

Il plot della storia narra le vicende di una compagnia stabile teatrale, che rappresenterà il musical “Un americano a Parigi”. Si entrerà quindi nel vivo della narrazione dove Gimmy (Michele Carfora), pittore americano ed ex soldato, che alla fine della guerra decide di vivere nello scenario della Parigi degli anni ’50 in cerca di fortuna, vivrà un’intensa storia d’amore con Fanny (Arianna Bergamaschi), una commessa di una nota profumeria. Fanny è a sua volta corteggiata da Jean Marie (Danilo Brugia), famoso chansonnier del Lido. Personaggio di rottura nell’idillio tra Gimmy e Fanny è Patricia (Barbara Terrinoni), miliardaria innamorata di Gimmy. In questo musical dalle composizioni virtuosistica c’è tutta l’anima di Gershwin, in particolar modo nel famoso assolo di tromba che lui stesso definì “il tema della nostalgia di casa”. L’abilità con cui ne ha fatto un ritratto musicale presenta Gershwin non come pianista, né come compositore, ma come uomo, che con la sua passione è in grado di avvolgere l’ascoltatore nelle sue splendide melodie, lasciandogli accarezzare con la fantasia le immagini della sua musica. Egli stesso definisce la sua opera “la musica più moderna che io abbia mai scritto”. Era moderna nel 1928, anno della sua composizione, è moderna a distanza di quasi un secolo e sarà così sempre. In fin dei conti tutto il repertorio di Gershwin valorizza gli aspetti fondamentali del musical, la sua forma teatrale preferita, in special modo i suoi brani esaltano la tap-dance.

un americano a parigi3

Condividi
sciurami

About sciurami

SciuraMi è un lifestyle blog, che offre uno sguardo curioso sulla società e le tendenze, insieme ad approfondimenti sulla vita milanese. SciuraMi è: -L’amica a cui chiedere un consiglio o un’informazione. -parlare di tutto ciò che vedo, provo e vivo -uno stile di vita -l’arte di vivere bene - inspiration & ambition

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

You may use these HTML tags and attributes:

<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>