Equivoci e adulteri in “Sarto per signora”

Con Sarto per signora di Georges Feydeau inizia la stagione di prosa del teatro Manzoni.

Scambi d’identità, sotterfugi, equivoci, amori segreti sono gli ingredienti di questo divertente vaudeville. La commedia è ambientata a Parigi e narra del dottor Molineaux, fresco di matrimonio ma Egli infatti, tradisce la moglie con un’avvenente signora, e per poter incontrare la sua amante senza destare sospetti si finge sarto, creando così una serie di gag esilaranti che coinvolgono tutti i  personaggi.

Nella pièce ci sono già tutto l’estro e lo stile di Feydeau. La trama è basata sul classico triangolo adulterino: e sulla concentrazione dei personaggi in un solo luogo, dove fatalmente finiscono per incontrarsi gli attori della farsa: mariti, mogli, amanti, amanti dei mariti, amanti delle mogli.  L’opera è uno specchio deformato del suo tempo: la Belle Epoque, di quel periodo privo di preoccupazioni,sfociato poi, tragicamente, nella Grande Guerra.

L’opera si  divide in tre atti.

Il primo atto si svolge nell’abitazione di Moulineaux, sposato con Yvonne d’Aigreville. La moglie si accorge, di prima mattina, che il marito non è in camera e lo sospetta di infedeltà. Giunge la madre di Yvonne, la combattiva Signora Aigreville, la quale si rende conto dell’esistenza di problemi nel matrimonio della figlia. Poco dopo giunge a casa il dottore, il quale racconta al cameriere Stefano che la sera prima si era recato al ballo dell’Opéra per incontrare Susanna Aubin, da lui corteggiata, che gli aveva dato un appuntamento al quale però non  si  è recata; Moulineaux aveva cercato di ritornare a casa, ma avendo dimenticato le chiavi di casa, e non volendo insospettire la moglie, aveva trascorso la notte all’aperto. Moulineaux cerca di discolparsi raccontando a moglie e suocera di aver trascorso la notte al capezzale del suo amico Bassinet, gravemente ammalato. Quest’ultimo giunge a casa subito dopo cercando di dare in affitto degli appartamenti di sua proprietà. Moulineaux finisce per prendere in affitto un appartamento di Bassinet che in precedenza era stato occupato da una sarta.Il secondo atto si svolge nell’appartamento di proprietà di Bassinet, dato in affitto a Moulineaux; la porta dell’appartamento non si chiude bene perché danneggiata dalla precedente inquilina. La porta rotta consente l’ingresso di visitatori inattesi e sgraditi: quando il dottor Moulineaux si trova con Susanna Aubin, giunge il marito di quest’ultima; Moulineaux finge allora di essere un sarto per signora. In seguito giungono alla spicciolata una serie di personaggi sempre causa di imbarazzo: l’amante del signor Aubin, Bassinet (marito dell’amante di Aubin), la Signora Aigreville, e infine Yvonne, la moglie del medico.L’ultimo atto si svolge nell’abitazione di Moulineaux Giungono alla spicciolata gli stessi personaggi del secondo atto, introdotti dal cameriere Stefano. Anche qui non mancano gli equivoci: ma dopo lunghe discussioni il dottor Moulineaux riesce finalmente a sbrogliare la matassa: si ricompongono le coppie legali, ciascun marito accetta per buone le spiegazioni fornite dalla moglie e si ristabilisce in tal modo la serenità domestica.

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