Il simbolismo a Palazzo Reale

Dal 3 febbraio al 5 giugno si potrà visitare la mostra “Simbolismo. Arte in Europa dalla Belle Époque alla Grande Guerra” a Palazzo Reale.

Con oltre 2.000 mq di superficie espositiva e 24 sale situate al piano nobile di Palazzo Reale di Milano, la mostra mette per la prima volta a confronto i simbolisti italiani con quelli stranieri grazie a circa un centinaio di dipinti, oltre alla scultura e un’eccezionale selezione di grafica, provenienti da importanti istituzioni museali italiane ed europee e da collezioni private.

Il Simbolismo è, al tempo stesso, un movimento di chiusura al progresso e di apertura artistica che, sulla scia della poesia di Baudelaire, fa della resistenza al moderno il proprio segno di riconoscimento. Emblema della caduta e del fallimento, I fiori del male sono il punto di partenza di una corrente che si definisce in primo luogo attraverso la negazione: rifiuto del reale ridotto alla semplice percezione intuitiva, rifiuto dell’accademismo, rifiuto del naturalismo e del verismo. La lunga lista dei rifiuti sembra definire il simbolismo come l’ultima risposta alla triplice frustrazione dell’uomo moderno: frustrazione generata, rispettivamente, da Copernico (l’uomo non è più al centro dell’universo), da Darwin (l’uomo non è il compimento dell’evoluzione) e da Freud (l’uomo è incapace, per natura, di dominare le proprie pulsioni interiori).

Dal punto di vista figurativo, si attua un recupero delle immagini di quel “paradiso perduto” identificato nella pittura dei primitivi italiani e, in generale, dei miti originari. Grande tramite di questa rivoluzione delle immagini è la letteratura, in cui il tema del sogno, del delirio indotto dagli oppiacei, della follia sembra unificare la cultura europea che verrà segnata dal volume L’interpretazione dei sogni, pubblicato da Sigmund Freud a Vienna nel 1900.

Ne deriva il recupero della dimensione onirica, del mondo eroico della mitologia, di temi scabrosi come l’erotismo, la morte e il peccato. La mostra presenta per la prima volta in Italia alcuni tra i più significativi capolavori del Simbolismo europeo: Carezze (L’Arte), la straordinaria donna-ghepardo di Fernad Khnopff e la testa di Orfeo galleggiante sull’acqua di Jean Delville, entrambi provenienti dal Musées Royaux des Beaux-Arts de Belgique di Bruxelles; l’enorme, sublime opera di Ferdinand Hodler, intitolata L’Eletto, dall’Osthaus Museum di Hagen e Il silenzio della foresta di Arnold Böcklin, dalla Galleria Nazionale di Poznan.

Attraverso 18 sezioni tematiche, il percorso espositivo si svolge tra atmosfere e dimensione oniriche: accompagnato dalle poesie di Baudelaire, tratte da I fiori del male, il visitatore attraverserà le sale passando dalle rappresentazioni demoniache di Odillon Redon a quelle mitologiche di Gustave Moreau, dal vitalismo di Ferdinand Hodler al colorismo dei Nabis. Le interpretazioni dell’amore di Giovanni Segantini, l’immaginario divisionista di Gaetano Previati e la magia della decorazione di Galileo Chini renderanno conto.dell’importanza del movimento simbolista in Italia, permettendo così di riscoprire nomi meno conosciuti: Luigi Bonazza, seguace italiano di Klimt, Leo Putz, Giorgio Kienerk e gli scultori Leonardo Bistolfi e Amleto Cataldi. Il percorso espositivo si chiude immergendo lo spettatore nell’ atmosfera fantastica delle Mille e una notte, il ciclo decorativo realizzato da Zecchin alla vigilia della Grande Guerra.

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