La mastoplastica additiva .Chiacchierata con Gianrocco Carfagna chirurgo plastico

Decidere di aumentare le dimensioni del proprio seno aumenta l’autostima di molte donne e migliora drasticamente il rapporto con il proprio corpo.

La mastoplastica additiva è una delle procedure chirurgiche maggiormente richieste sia negli Stati Uniti che in Europa.  Seni post-gravidici e mammelle di piccole dimensioni trovano in quest’intervento una soluzione definitiva.

“La mastoplastica additiva è da sempre l’intervento più richiesto e frequente nell’ambito della chirurgia plastica ricostruttiva ed estetica” precisa  Gianrocco Carfagna. Esiste una gamma molto vasta di protesi sia in gel coesivo di silicone e poliuretano, così come ne esistono di forme e dimensioni diverse. A differenza degli impianti utilizzati qualche lustro addietro, che contenevano soluzione fisiologica, come le protesi in idrogel, quelli di ultima generazione non necessitano di sostituzioni frequenti. Ciò li rende assolutamente sicuri . Le protesi possono essere tonde o anatomiche. La scelta viene effettuata in base alla conformazione fisica del paziente e al risultato che si vuole ottenere, naturalmente. È E’ necessario partire dai parametri fisici del paziente, effettuando un’analisi antropometrica, tenendo conto anche delle proporzioni fisiche, come l’altezza, e altri parametri soggettivi, che variano in base al paziente e alle sue esigenze.

L’impianto protesico, ad esempio, può essere di tipo anatomico, rotondo, conico, lo stesso materiale utilizzato per la produzione può essere un polimero siliconico o di poliuretano, così come il posizionamento dello stesso può avvenire in modo che la protesi sia alloggiata posteriormente alla fascia muscolare (retromuscolo), tra la fascia muscolare e il tessuto ghiandolare (retroghiandola) oppure, con una tecnica definita dual plane, si utilizzano sia la fascia muscolare che il tessuto ghiandolare al fine di “coprire” l’impianto in modo adeguato.

L’intervento dura cinquanta minuti e la sedazione è locale.

Al termine dell’intervento, per circa quattro settimane dovrà essere utilizzato un reggiseno particolare. Molte pazienti hanno bruciori e prurito alle cicatrici per qualche giorno. I punti di sutura saranno rimossi dopo una settimana dall’accesso protesico. Le normali attività fisiche potranno essere riprese già dopo qualche ora dall’intervento, facendo attenzione a non eccedere in sforzi fisici per circa tre settimane”.

 

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