Episodio 46 :La mastoplastica additiva e le domande senza risposta

Ludo entra titubante nello studio della psicologa. L’appuntamento con la terapeuta le è stato consigliato prima di procedere all’intervento di mastoplastica. Ha riflettuto molto sulla sua scelta e non vede come una persona estranea possa interferire nelle sue decisioni. Così con un po’ di scetticismo e timore si dirige verso la porta della professionista, quando viene chiamata. La psicologa l’accoglie con un caldo sorriso dicendo ″benvenuta,  il  primo incontro può essere sempre un po’ disorientante, ma non si preoccupi, tutto verrà da sé, naturalmente. Mi racconti il motivo che la porta qui″.  Ludo un po’ più rilassata inizia a descrivere velocemente il suo incontro con il chirurgo per programmare l’intervento e le sue perplessità quando le è stato consigliato di vedere una psicologa. “Insomma, non so bene cosa ci faccio qui o cosa debba dirle, ho solo intenzione di aumentare la taglia del seno″.

La psicologa dopo aver ascoltato Ludo pazientemente e per nulla sorpresa dal suo atteggiamento prosegue: ″Intervenire sul proprio corpo per cambiarlo, non è una cosa così banale, ma significa modificare mentalmente la propria immagine corporea, quindi anche la valutazione personale che si ha di se stessi. Una volta eseguito l’intervento, il suo impatto con se stessa e il mondo esterno cambierà. E’ necessario che lei sia preparata a questo. Non significa solo comprare reggiseni nuovi o abiti con scollature più generose, ma riassettare la postura del suo corpo che dovrà portare un peso diverso, fare attenzione alla schiena o abituarsi a una nuova posizione per dormire che non schiacci o dia fastidio al seno, sentirsi a proprio agio sotto gli occhi di spettatori indesiderati. L’auto percezione che lei immagina di avere dopo l’intervento  non necessariamente corrisponderà alla percezione che le piacerebbe che gli altri abbiano di lei. Con questo non intendo assolutamente scoraggiarla, bensì invitarla a riflettere su quali siano le reali aspettative verso questo cambiamento e se è pronta ad affrontare gli eventuali effetti del suo corpo modificato. Di solito, il colloquio viene consigliato per una chirurgia diciamo così necessaria, come interventi di rinoplastica o  di ricostruzione, che hanno l’obiettivo di recuperare un difetto più o meno evidente e/o invalidante. Lei potrebbe rispondermi a questo punto che anche il seno piccolo per lei risulta invalidante. Il che mi porta a farmi l’idea che lo percepisce come un difetto fisico e che visualizza quindi il suo corpo come difettoso. Da quanto tempo ha questa idea? Cosa le ha fatto pensare che il cambiamento sia così necessario?  Ci sono altre parti del suo corpo che non le piacciono? In una scala da 1 a 10 allo stato attuale Ludo quanto si piace e perché? Come si aspetta che cambierà la sua vita dopo l’intervento?″.

Ludo rimane spiazzata da tutte queste domande. Ad alcune sa cosa rispondere ad altre non aveva mai pensato. Con calma inizia a rispondere e alla fine del colloquio ringrazia la psicologa e se ne va pensierosa. Non ha risolto tutti i quesiti della psicologa sul momento, ovviamente, ma ha deciso e promesso alla dottoressa che ci rifletterà. Ludo vuole rincontrarla. E prima di uscire dalla porta prende un altro appuntamento per la seduta.

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