Episodio 33:La caduta di stile in rosa, secondo gli uomini

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Con l’arrivo dell’estate i giardini degli alberghi milanesi si animano. Questa sera le ragazze hanno scelto l’Hotel Manin, dove la serata del giovedì  è legata al rito dell’aperitivo, accompagnato dalle note sonore di un famoso dj. L’Hotel Manin è situato nel cuore di Milano, nelle vicinanze del Teatro La Scala, del Duomo e del Quadrilatero della Moda, con una vista unica sul più bel parco della città: i giardini Indro Montanelli, il giornalista “che visse il Manin come sua seconda casa”. Fiore all’occhiello della struttura è il Manin Garden, dove si respira un’atmosfera rilassante e fashion. Il giardino è circondato da aiuole e statue che lo rendono a tutti gli effetti un lounge immerso nel verde.  Le 3 ragazze sono sedute al tavolo, sorseggiano i loro cocktail e intrattengono la conversazione con gli amici. Il discorso è incentrato sulle cadute di stile di una donna. Il primo a parlare è Matteo che sostiene che “una donna sa come farsi perdonare molte cose, forse anche le più difficili che un uomo possa mandare giù”. E aggiunge: “Se lei sa usare bene le proprie innumerevoli capacità, una donna è in grado di veicolare l’attenzione di un uomo, là dove l’uomo non sa di essere stato trasportato. Poi c’è la caduta di stile; a quella non c’è rimedio. Intendiamoci, vale per ambo i sessi! Considero la caduta di stile in una donna, non la bugia, non l’abbigliamento aggressivo di una serata mondana, non la “mutanda della nonna” che s’intravede attraverso i leggings, non il tradimento di una o più sere. Perché ci vuole stile anche per fare queste cose. La vera caduta di stile in una donna può essere rappresentata solo dalla sua incapacità di sostenere la propria femminilità e l’orgoglio di essere donna. Quando una donna parla come un uomo, usando la stessa arroganza, la stessa ipocrisia, lo stesso modo di gesticolare, le stesse aggressività e volgarità verbali, lo stesso assordante timbro di voce, ecco che si scioglie come neve al sole e boom cade, anzi scade. Una donna che si accetta per quello che è, che rispetta prima di tutto se stessa e cerca di migliorare ogni giorno, non può mai avere cadute di stile”.

Gerardo interviene: “Per me la caduta di stile di una donna è la sua decisione di non vedere più una persona a cui dice di tenere tanto. Spesso ti accorgi di aver inquadrato qualcuna, o perlomeno definito a grandi linee la sua personalità, quel tanto che basta a catalogarla tra i buoni o i cattivi, gli ipocriti e gli onesti, gli stolti e chi agisce in malafede. Poi… basta un niente o una discussione in cui gli animi si accendono e si scontrano per riqualificare la personalità della tua interlocutrice. Emerge una miriade di sfaccettature che prima di allora non avevi neppure considerato: invidia, acidità, risentimento, rancore e pesantezza d’animo. Quando mi è successo, mi sono sempre assunto la responsabilità di non essere stato capace di giudicare, di cogliere quelle sfumature che già avrebbero potuto connotare la persona che avevo di fronte…o forse, semplicemente, non avevo voluto vedere quelle sfumature”. La conversazione va avanti. Bea è distratta da un uomo che la intriga. “Chi sarà?”, pensa. Ciò che la colpisce è la barba. Vuole conoscere questo maschio. Deve agire in fretta prima che lui vada via.

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